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Disegni dei bambini Afghani ospiti dei nostri orfanotrofi

Negli anni 2002-2003 ha collaborato alla  ristrutturazione delle cucine dell’orfanotrofio di Tahe Maskan a  e Allahuddin di Kabul (Afghanistan). A Kabul con la SPES ha  aiutato con 12mila euro, in parte stanziati dalla Regione Friuli-Venezia Giulia, l’orfanotrofio House of Flowers, una casa-famiglia che ospita una trentina di bambini sfortunati e ha collaborato  con la Croce Rossa Italiana sui progetti a favore delle donne. All’ospedale di Baghlan, ricostruito dalla Cooperazione italiana, con la SPES ha inviato un container di apparecchiature sanitarie donate dall’Azienda sanitaria triestina. Agli orfanotrofi femminile e maschile Herat, grazie ai militari italiani, sono stati distribuite due tonnellate e mezzo di indumenti, scarpe, coperte, lenzuola e materiale didattico donato dalla Spes

 

Nei mesi di maggio, giugno e luglio 2003, durante l'intervento militare alleato in Iraq, ha partecipato ad una missione a Bagdad (Iraq) per ripristinare la funzionalità dell’ospedale pediatrico Al Mansur grazie ai fondi ottenuti dalle testate gornalistiche Unità e Il Giornale.  Per i bambini iracheni, la Spes, in collaborazione con l’ospedale infantile Burlo Garofolo di Trieste, ha realizzato un impegnativo progetto umanitario iniziato già nel 2003. Nel 2003 sono arrivati a Trieste 8 bambini con gravi patologie, oltre a tre donatori di midollo, ricoverati al Burlo. Nelle tre missioni in Iraq del 2004 la Spes ha donato circa 20mila euro di farmaci e attrezzature da laboratorio sia a Baghdad che a Falluja. Con la Spes ha inviato nella provincia di Dhi Qar un dissalatore-potabilizzatore, che completa l’impianto idrico di alcuni villaggi già iniziato nel 2004. Per l’impianto sono stati utilizzati 12mila euro tratti dagli ultimi fondi raccolti dai lettori de Il Giornale. 

 

Nei mesi di settembre-ottobre 2003 si è recato a Kabul (Afghanistan) per portare medicinali e materiale sanitario all’ISAF e all'Ali Abad Hospital. Ha trattato personalmente vari bambini affetti da Leischmaniosi (parassitosi endemica nei bambini afghani), ha impostato le segnalazioni di denuncia per il traffico illegale d'organi e di bambini nel paese  e a collaborato con alcuni progetti della GVC, quali l'alfabetizzazione femminile.

 

Nel 2004 nei successivi viaggi in Afghanistan  ha posto le basi per la ricostruzione del fatiscente orfanotrofio a Parwan a circa 80 Km a nord di Kabul che è stata eseguita con i fondi della SPES nei mesi di marzo-giugno 2004 in collaborazione con la Croce Rossa. Gli orfani di guerra di Charikar, a nord della capitale afghana, vivevano in un antro con i servizi a cielo aperto, senza l'acqua corrente ed i vetri alle finestre. In collaborazione con la Croce rossa italiana la Spes ha completamente ristrutturato l’orfanotorfio di Charikar, che altrimenti rischiava di chiudere. Centoquindici piccoli orfani, a cominciare da cinque anni di età, comprese trentacinque bambine, hanno da settembre un tetto decente sulla testa.

 

Nel gennaio-febbraio 2005, subito dopo lo Tzunami, si è recato in su incarico della SPES e dell’Istituto Internazionale dei Diritti dell’Uomo per impostare un osservatorio volto a monitorare gli aiuti economici alle popolazioni devastate dal maremoto e per segnalare gli abusi sui bambini nel paese e per valutare alcuni progetti di aiuto alla popolazione dell'isola.  In quel periodo il medico Fanni Canelles oltre a dare materialmente e professionalmente il suo aiuto per le situazione più drammatiche ha girato tutta l’isola per valutare dove potesse essere maggiormente necessario il nostro aiuto. 

 

Al ritorno in Italia ha presentato una relazione alla Farnesina per denunciare le gravi violazioni dei diritti dell'infanzia sia da parte del governo centrale sia da parte dei gueriglieri dell'LTTE con i quali ha stretto rapporti personali. In particolare ha segnalato il precoce reclutamento dei bambini per scopi militari, gli abusi sessuali sui minori, e le limitazioni di libertà dei bambini che se abusati sessualmente o trovati in strada senza famiglia di riferimento o accusati di crimini inconsistenti vengono rinchiusi in carceri fatiscenti.  Una percentuale significativa dei bambini dell’isola subiscono abusi sessuale già prima dei 5 anni di età. Questo aspetto, già stato segnalato e denunciato dal prof. Harendra De Silva pediatra e presidente della Protection Unit Child, ora viene attentamente valutato dalla Coperazione Italiana che insieme al Dott. Fanni Canelles sta preparando uno studio di fattibilità per aiutare questi bambini.

 

Nel 2004 con la SPES ha portato un piccolo granello di speranza nella lotta all'Aids in Africa, che colpisce circa il 25% della popolazione. La percentuale di persone infette dall'HIV sale drasticamente nelle coppie madre-bambino, aumentando di un ulteriore 10%. La Spes ha donato 8500 euro per i farmaci della terapia anti retrovirale del progetto Dream, che può curare la mamma affetta da Hiv e salvare il bambino. Questa cifra permetterà di garantire le cure a 14 coppie madre-bambino nel centro di Matola, in Mozambico. Nell’anno 2005 ha collaborato al programma Avamposto 55 , collaborando alla realizzazione del progetto dell'ospedale in Darfur di Barbara Contini. nella regione sudanese del Darfur, l’impegno sul terreno della Spes è stato fondamentale. Nella regione sudanese travolta da una sanguinosa guerra civile, la Spes ha realizzato un ambulatorio di primo soccorso con venti posti letto, due scuole ed un centro multiculturale, un centro di assistenza pastorale dei padri comboniani (oratorio e cappella) a Nyala.

 

istituto internazionale studi diritti uomo

Relazioni per l'Istituto Internazionale dei diritti dell'Uomo

 

Nel mese di settembre 2005 è tornato in Srilanka per completare i progetti impostati in gennaio: le scuole costruite dalla SPES nella provincia di Batticaloa, per consegnare le barche comprate dalla provincia di Udine ai pescatori della stessa regione. In India la Spes ha finanziato, grazie a 20mila euro raccolti dai farmacisti triestini, l’ampliamento di una scuola per bambini in difficoltà nelle zone colpite dallo Tsunami.  Inoltre la Spes in India e Sri Lanka continua a promuovere dei progetti di sostegno a distanza per una ventina di bambini in grave difficoltà

 

La nuova missione  missione in Srilanka è stata concertata e congiunta anche con il Ministero degli Esteri Italiano e con la Cooperazione Decentrata del Friuli Venezia Giulia per organizzare l'attività politica necessaria alla liberazione dei bambini reclusi ingiustamente nel carcere di Colombo. Operazione riuscita con successo avendo avuto l’autorizzazione dal governo locale di trasferire i bambini reclusi nelle strutture del Don Bosco e  l’utilizzo di un terreno per la costruzione di una casa famiglia senza sbarre dove accogliere i bambini e dove impostare i programmi di recupero necessari.

A luglio 2006 ha organizzato il trasporto e la messa in opera di una struttura operatoria pediatrica per la regione del Kashmir in Pakistan per fronteggiare le emergenze sanitarie del luogo dopo il devastante terremoto.

(da in Città) La storia infinita del modulo operatorio pediatrico inizia nel 1996.Quando la Regione, con altri enti,sborsa quasi 400 milioni di lire peravere una struttura che salvi i bambini vittime di guerre o calamità. Ma di bambini quel modulo, progettato da alcuni medici del Burlo, non ne ha mai salvati. Perché dal Friuli non si è mai mosso. Usato solo in esercitazioni e per l’adunata alpina di Trieste, in tutti questi anni è rimasto depositato a Gradisca, affidato all’Ana di Gorizia. Finché, nell’ottobre2005, un terremoto squarcia il Pakistan e Massimiliano Fanni Canelles di Spes scopre che in Friuli esiste un simile gioiello tecnologico. L’ideale per salvare vite in Pakistan. Organizza subito una riunione con l’Ana, la Provincia e l’ideatrice del modulo, Anna Poggi, per capire come farlo partire. A novembre, dopo una serie di trattative, l’Ana decide di donare la struttura. 

 

 

 

Nel mese di ottobre in Palestina con il Professore Hugh Watts della UCLA university di Los Angeles per due settimane ha  percorso la West Bank per visitare bambini palestinesi con problemi ortopedici, cardiologici e nefrologici, il progetto ha previsto la definizione di un programma locale in chirurgia ortopedica e pediatrica, di cardiochirurgia e trapianto renale in Palestina, nell’spedale Al Makassed di Gerusalemme Est. All'ospedale islamico Al Makassed a Gerusalemme est sono stati operati 15 bambini affetti da cardiopatie congenite. Nella città di Gaza e in tutta la West Bank (Hebron, Ramallah, Nablus, Gerin) sono state distribuite latte e pannolini, borse di scuola riempite con rifornimenti di scuola, occhiali da vista ad i bambini bisognosi. I bambini sono scelti dalla PCRF secondo la loro situazione economica e le necessità. Con, Lynn Gras, infermiera neoanatale di San Diego sono state poste le basi per un progetto di addestramento infermieristico di rianimazione neonatale nell’Ospedale di Hamshiri in libano meridionale.

 

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